Capricorno VS David Bowie

21 Gennaio 2020 -capricorno, Taglio capelli Facile

Il 2020, come tutti gli anni, si è astrologicamente aperto all’insegna dei fierissimi Capricorno, nati tra il 22 dicembre e il 20 gennaio, pragmatici e responsabili come ogni segno di terra che si rispetti. Nicolas Cage, Kate Middleton, Jared Leto, Manuela Arcuri, Jude Law, Edwige Fenech… Non vi dicono niente?

Dei nati sotto Saturno conosciamo i tratti più significativi: laboriosi, ambiziosi, ma anche sinceri, leali, talvolta schivi. Tuttavia, ciò che veramente conta pare sia ottenere il successo. E certamente le star nominate ne sono degne rappresentanti!  

Uno degli emblemi nonché icona d’immagine è senza dubbio il controversissimo Duca bianco: David Bowie. Nato l’8 gennaio 1947, amatissimo e odiatissimo mito della musica ma non solo, incarna il simbolo più appariscente, spregiudicato e allo stesso tempo sensibile dell’essenza dei Capricorno.

La sua natura poliedrica investe il profilo musicale quanto il look: la trasgressività e l’ironia degli anni ’70, tra la vaporosa capigliatura cremisi che puntava verso l’alto, simbolo della sua determinazione a raggiungere la cima del mondo dello spettacolo, e l’elegante pettinatura all’indietro, specchio di una mente ordinatamente lanciata verso il successo, ma mai disposta a piegarsi alle dinamiche dell’interesse altrui.

Un mondo, il suo, fatto di immagini, gesti, musicalità e simbolismo; non è un caso che sappia destreggiarsi sapientemente tra stile pre-punk negli anni ’60 e voluminose cascate di ricci alla Hendrix, tra morbide lunghezze e caschetti alla Zac Efron.

Un trasformista, dunque, votato all’unico obiettivo di coronare la propria carriera, con dedizione e sacrificio, ma anche autoironia e senza prendersi mai troppo sul serio. Per diventare un’icona ci ha messo tutto: talento, impegno e una buona dose di trasformismo; non a caso, che sia odiato o amato, resta pur sempre un punto fermo nel panorama delle celebrità più influenti, essendo riuscito ad assorbire  le influenze esterne fino a rendersi una vera stella splendente di luce propria.

Una luce dai toni brillanti del biondo platino, alla sobrietà del biondo cenere; accendendosi di cremisi e spengnendosi, senza mai farlo veramente, come una vera blackstar.

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